venerdì 31 luglio 2015

JEEP, haker e soluzioni palliative

E' successo, alla fine è successo. Era inevitabile, del resto, che questo branco di dilettanti allo sbaraglio, questo pool di giovani fenomeni tutti tesi all'innovazione e mediamente ignoranti di quello che sta alla base delle cose prima o poi ci cascasse, ed il fenomeno si è manifestato per la prima volta proprio su una

mercoledì 3 giugno 2015

Essere o avere, questo è il problema

Risultati immagini per babel-17   Anni fa mi capitò di leggere un romanzo di Samuel Delany chiamato Babel 17 dove si ipotizzava un linguaggio artificiale, chiamato per l'appunto Babel 17, privo del pronome io, usato per modificare il comportamento di coloro che lo parlano (e quindi che lo usano per pensare). Libro curioso, senz'altro, che fa riflettere sul legame fra lingua e pensiero, cioè fra il pensiero e lo strumento che ci consente di esprimerlo. Al di là del romanzo, che comunque consiglio a chiunque ami la fantascienza tradizionale e che, del resto, non per niente a suo tempo ha vinto un premio nebula, pensando al legame fra linguaggio e pensiero mi è capitato di fare alcune riflessioni sulla programmazione ad oggetti ed i linguaggi

lunedì 11 maggio 2015

Questo pazzo, pazzo mondo, riassunto delle puntate precedenti.

   Mentre Galtieri e la lady di ferro bisticciano per le Malvinas, Gorbacev prepara la Russia a dividersi e la Germania a riunirsi con la Glasnost e la PerestrojkaLa vittoria delle Malvinas consentirà alla Thatcher di rinforzare la sua posizione e farà si che Galtieri ceda il passo prima a Bignone e poi ad Alfonsin. Nel 90 Kohl guiderà la riunificazione delle due Germanie e questo, assieme alle avanguardie di una Europa unita, segnerà la fine della Thatcher che, ceduto il governo del paese, dovrà poi cedere all'Alzaimer, anche se si dice che nessuno si sia accorto

martedì 10 marzo 2015

Paquero

E' un bel po' che non scrivo, un po' perché il tempo è quello che é, un po' perché, da quando sono in questo paese, preferisco osservare che scrivere. Osservo la gente, i posti ed i comportamenti e, in questo ruolo di osservatore, preferisco tacere ed apprendere, piuttosto che sentenziare rischiando di parlare spinto dai miei pregiudizi. Domenica, però, mi è successa una cosa talmente signficativa che non posso non parlarne, una cosa che dà, a mio parere, una visione chiara della attuale società argentina.
Stavamo andando, io e mio figlio, ad una mostra fotografica. Mia moglie e mia figlia ci avevano preceduto, muovendosi in auto con amici, e noi aspettavamo l'autobus, il "colectivo" 130, alla fermata che si trova in avenida Libertador all'altezza di Juramento. Stiamo parlando di una zona ricca di Belgrano, quartiere di per sè ricco della città ma, poiché giocava il River, l'intera porzione di quartiere compresa fra Libertador ed il fiume, si era trasformata in un parcheggio.
Succede, in questi casi, che molti ragazzi vengano dalle villas per conquistarsi un pezzo di strada nella quale, come gli abusivi che un tempo riempivano le strade delle città italiane, si fanno carico di far parcheggiare le auto e, per una piccola cifra, controllano che nessuno le danneggi. In realtà, pare che si tratti di un obolo volontario obbligatorio, nel senso che, se uno si rifiuta di pagare, non è improbabile che, tornando dallo stadio, scopra di dover tornare a casa senz'auto, ma non è esattamente di questo che volevo parlare.
Insomma, eravamo alla fermata quando arrivano 3 ragazzi, un maschio e due femmine, di età indefinibile compresa, diciamo fra 13 e 16 anni. 

mercoledì 22 ottobre 2014

La carne argentina

Alcune riflessioni, dopo il primo anno a testa in giù, sulla carne argentina e su come la sua qualità dipenda dalle scelte del governo:
   Per prima cosa dobbiamo dire che in Argentina si mangia molta, moltissima carne. La grigliata domenicale, quasi irrinunciabile per gli argentini, comporta, fra achuras chinchulinas, chorizos, morcillas, tira de asado, entraña, vacio, quadril, lomo e bife vari, più di un chilogrammo di carne a persona, e stiamo parlando solo della domenica ma qua, di norma, la carne si mangia, anche se in porzioni quasi

mercoledì 26 febbraio 2014

1° COMUNICATO UFFICIALE DELLA RESISTENZA NAZIONALE DEL VENEZUELA

Per chi non capisce lo spagnolo, ecco la traduzione (imperfetta) del link
http://la-kapucha.blogspot.com/2014/02/comunicado-oficial-n-1-de-la.html?spref=tw
che si trova nel mio post di ieri su quanto succede in Venezuela.
Ovvio, non è che una voce ed è di parte, ma leggete e fatevi una idea.

domingo, 23 de febrero de 2014
domenica, 23 febbraio 2014



COMUNICADO OFICIAL N° 1 DE LA RESISTENCIA NACIONAL DE VENEZUELA
1° COMUNICATO UFFICIALE DELLA RESISTENZA NAZIONALE DEL VENEZUELA
Resolución sobre la posición de los ciudadanos venezolanos que nos mantenemos en protestas en las calles contra el régimen castrocomunista que opera ilegalmente en Venezuela.
Risoluzione sulla posizione dei cittadini venezuelani che continuano a protestare per le strade contro al regime castrocomunista che opera illegalmente in Venezuela.

CONSIDERANDO:
Que el noble pueblo de Venezuela, harto ya de la traición de la camarilla militarista y agentes del castrocomunismo que controlan el poder, salió desde el 02 de febrero de 2014 en el estado Táchira a protestar contra la inseguridad, la inflación, la escasez y el saqueo de los recursos venezolanos y fue reprimido y atacado por las fuerzas represivas del régimen, generando decenas de heridos y varios detenidos.

CONSIDERANDO:
Que el descontento nacional, ante la dura crisis económica desatada por el agente castrocomunista Nicolás Maduro Moros, tras la devaluación de la moneda, permitir el saqueo mensual de un millardo de dólares para mantener y reconstruir la economía de la isla de Cuba, atacar y destruir a las empresas venezolanas, someter al pueblo a una indignante escasez que lo mantiene desmoralizado y frustrado en largas colas para obtener productos básicos, produjo que el resto del país y unas 50 ciudades se unieran a una protesta nacional convertida hoy en RESISTENCIA.
Che il malcontento nazionale di fronte a una forte crisi economica innescata dall'agente Castro-comunista Nicolas Maduro Moros, fra la svalutazione della moneta, il permettere il sacco mensile di un miliardo di dollari per mantenere e ricostruire l'economia dell'isola di Cuba, l'attaccare e distruggere le società venezuelane, il sottoporre le persone ad una carenza oltraggiosa che le lascia demoralizzate e frustrate in lunghe code per ottenere prodotti essenziali, ha fatto si che il resto del paese ed una cinquantina di città si unissero in una protesta nazionale oggi convertita in RESISTENZA.

martedì 25 febbraio 2014

Venezuela, Maduro e la follia di un regime

Foto: "Maldito el soldado que vuelva las armas de la República contra su Pueblo."
Simón Bolívar   Ok, ho sbagliato tutto, disinformazione, carenza di informazione, incapacità di leggere la realtà delle cose, non lo so, ma quel che so è che Maduro non sarà un bene per il Venezuela, anzi, che la sua strada è quella della follia. Presidente regolarmente (o irregolarmente, ma questo non spetta a me dirlo) eletto dal popolo Venezuelano, Maduro ha dimostrato, e mi dispiace per i guidatori di autobus, categoria per la quale ho il massimo rispetto, che sicuramente un guidatore di tram